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AZIENDA

Modeano è un piccolo borgo agricolo al margine occidentale della Riviera Friulana, a metà strada fra Venezia e Trieste. Qui coltivavamo le viti già dal 1982, ma nel maggio 2023 c'è stato un nuovo radioso inizio: Luca e Andrea Cisorio hanno deciso di intraprendere la grande avventura della gestione della vecchia cantina del borgo, mantenendo tutto ciò che il passato ha insegnato e dirigendosi verso un nuovo futuro.

La coltura della vite in questa zona, appartenente alla centuriazione di Aquileia, risale all’epoca romana. La storia di Modeano ha un punto di svolta con l’acquisto del fondo da parte di Norberto Marzotto che all’inizio del Novecento dà vita ad un’azienda modello. A lui si deve il rilancio della produzione viticola e la costruzione della cantina, della scuola e della chiesetta della Madonna del Rosario. La sede aziendale si trova nella Villa Bertuzzi-Ferrari e negli edifici adiacenti, circondati da un parco ricco di alberi secolari. I vigneti di proprietà, aventi una superficie di 32 ettari, circondano la sede aziendale. Le forme di allevamento della vite, Guyot o Silvoz, consentono la formazione di chiome strette e ordinate, attraverso le quali possono passare liberamente l’aria e la luce.

Cantina Ca Modeano
Ca Modeano

LA NOSTRA STORIA

La prima volta che viene citato il nome “Modeano” è in documento del 1561.

La Repubblica di Venezia, per finanziare la guerra contro i Turchi, cedeva alla famiglia veneziana Dandolo parte dei beni comunali di Palazzolo. La tenuta passò successivamente alla famiglia Bertuzzi e nel 1905 a Norberto Marzotto, famoso studioso della vite e autore di una famosa Ampelografia Italiana pubblicata nel 1927.

Egli trasformò quella che era una semplice fattoria in un centro abitato dotato di nuove case per gli affittuari, della chiesa, di una scuola elementare e di un dopolavoro.

Quando il figlio Arnaldo, alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, decise di trasferirsi in America, cedette i terreni agli ex affittuari. Il centro aziendale, i vigneti e la cantina vennero infine acquistati dalla famiglia Vialetto-Ferrari nel 1982 e successivamente dai cugini Luca e Andrea Cisorio nel 2023, che la gestiscono tutt’ora.

LA VILLA E IL SUO PARCO

Nel 1851 i Bertuzzi affidarono il progetto per la ristrutturazione e l'ampliamento della loro abitazione e per la creazione di un parco all'architetto Andrea Scala.

Quest’ultimo, all’epoca trentenne e reduce dalla partecipazione alle insurrezioni patriottiche del 1848, propose una struttura la cui pianta, a forma di U, era rivolta verso nord con al centro un giardino. Purtroppo, i lavori furono iniziati, ma non vennero completati. Rimangono oggi due ali caratterizzate da prospetti a due piani con grandi finestre contornate in pietra e caratteristici timpani e marcapiani. Andrea Scala divenne poi famoso come progettista di decine di teatri sia in Italia che all’estero e come studioso delle costruzioni rurali e delle realizzazioni di giardini.

Villa Bertuzzi
Chiesetta della Madonna del Rosario

LA CHIESETTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO

La piccola chiesa di Modeano è stata costruita nel 1921 al termine dei lavori di ricostruzione di tutti i fabbricati, saccheggiati e parzialmente distrutti durante l'occupazione austriaca, successiva alla disfatta di Caporetto, nel corso della 1° Guerra Mondiale.

Fu dedicata alla Madonna del Rosario, di cui ospita un’immagine settecentesca di scuola austriaca. La Vergine Maria è rappresentata con in braccio il piccolo Gesù, che trafigge con la croce il serpente, tra i Santi Cristoforo, Lorenzo e Vito. A cornice 15 miniature, circondate da rose, raffigurano i Misteri del Rosario. L’aspetto esteriore è inconsueto, ispirato com’è a modelli alpini con il tetto a forte pendenza e il piccolo campanile a coronare la facciata.

GLI ALBERI DI MODEANO

Il parco, pur non essendo molto grande, è ricco di specie arboree alcune delle quali rappresentate da individui monumentali.

Ai suoi lati, due alte carpinate, sfuggite da decenni alla forma obbligata, proseguono l’allineamento dei fabbricati. L’albero più maestoso è un tiglio alto trenta metri e con una circonferenza di oltre quattro. Vi sono poi magnolie di imponenti dimensioni, cipressi, tassi, calocedri e un nocciolo la cui chioma ha un diametro di 16 metri. Oltre agli alberi centenari sono stati messi a dimora negli ultimi 40 anni molte altre specie, tra cui: farnie, aceri, gingki biloba, faggi, liriodendri e una metasequoia.

Alberi